Turismo
Passeggiata per Villamagna e l'Incontro
Una prima tappa possible è la chiesa di Santa Maria a Quarto percorrendo la caratteristica via di Quarto che attraversa Rimaggio e raggiunge Candeli.
Nella zona detta il Padule abituata a ricevere le piene dell'arno in un tempo antico,troviamo la villa dei Ginor conti, circondata da uno stupendo giardino con cappella, fu posseduta dalla famiglia dei Rinuccini e conserva elementi architettonici del XVI secolo. Quindi troviamo la villa Il Palagio Dei Ruffo della Scaletta, con un elegante cortile a doppio ordine di loggiati: a colonne al piano terrento e a volticelle al primo piano, anche questa villa è circondata da un tipico giardino all'italiana. Per conclude incontriamo sulla via di Villamagna villa La Tana, ristrutturata radicalmente dal Foggini nel 1740.
Da Candeli si prende la salita di via Villamagna accompagnata da boschi e scorci di vallata lungo l'Arno, a metà della salita incontriamo il castello di Rignalla con le mura merlate ed al lato la chiesetta di Santa Maria. Al centro della vallata incuneato tra i boschi si scorge il Catel Belforte con le sue due ali di fabbrica e il torrione asimmetrico invaso dall'edera, in contrapposizione con il Castel di Monte Acuto che invece si trova erto a guardia in uno sperone in fuori verso l'Arno, fortilizio dei Compiobbesi ghibellini che mantiene il cassero e una torre entro la poderosa cinta muraria.
Continuando l'ascesa arriviamo fino alla piazza della
Pieve di San Donnino. Importanti opere sono conservate al suo intero: trittico del 1395 di Mariotto di Nardo, nel quale vi sono raffigurate la Vergine col Bambino con Angeli e dodici Santi, fra i quali San Donnino, cavalliere accompagnato da un cane e il beato franscescano Gherardo da Villamagna, santo nativo del posto le cui spoglie riposano in un urna nella chiesa. Gli stessi soggetti sono raffigurati in un altro dipinto in fondo alla navata sinistra del terzo decennio del XVI secolo di Francesco Granacci, pittore originario di Villamagna che rivela nella monumentalità solenne delle figure l'ascendente dei modi di frà Bartolomeo. In oltre vi è conservata una pala con la Madonna in trono e i Santi Giovanni Battista, Nicola, Michele e Donnino, rinascimentale della scuola del Ghirlandai. Contiene anche una sinopia di un affresco quattrocentesto raffigurante la Vergine in trono fra Angeli, opera di un pittore della bottega di Lorenzo di Bicci noto come Maestro di Signa.
Da Villamagna si raggiunge facilmente il monastero francescano al culmine del Poggio dell'Incontro. Originariamente "romitorio" fondato dal beato Gherardo a metà del Duecento, fu strutturato in convento all'inizio del Settecento dal beato Leonardo da Porto Maurizio. Fu ricostruito completamente dopo il bombardamento dell'8 agosto del 1944 visto che vi si combattè una battaglia decisiva per la liberazione del Comune dalle truppe nazi-fasciste. Il piazzale è uno dei punti più panoramici del territorio ed abbraccia Firenze ed il Valdarno.
Da Villamagna proseguendo invece in direzione nord ed attraversando la frazione delle case di San Romolo, si scende verso l'Arno e costeggiando il fiume si raggiunge l'insediamento storico delle gualchiere di Remole. Nella località Remole, presso il popolo di Santa Maria a Remoluzzo a partire dal XIV secolo erano in funzione le gualchiere, opifici medievali dela potente corporazione dell'Arte della Lana, che sfruttando la forza dell'acqua dell'Arno trattava i panni di lana. La gualcatura detta anche follatura o sodatura dei panni, era una fase importante della lavorazione della lana che serviva a dargli compattezza, spessore e resistenza, sfruttando le qualità feltrenti della lana stessa. All'antico edificio erano annesse altre costruzioni che ne completavano il funzionamento: la pescaia, diga per regolare le acque, una serie di cateratte per indirizzare le acque verso la gora, un porticciolo per le imbarcazioni che trasportavano a Firenze i tessuti di lana dopo la lavorazione. Delle gualchiere di Remole si conserva oggi tutta la struttura portante, ma lo stato non è buono ma sono tuttavia in progetto i suoi restauri.
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