Turismo

Passeggiata Morgiano, Quarate e Tizzano

Dal Borgo di Capannuccia si può fare una escursione a Morgiano prendendo via di Tizzano e poi sulla sinistra deviando per la via che porta alla piccola chiesa di Sant'Andrea a Morgiano nella quale si conserva una pala di altare, che inscena la crocifissione  di Cosimo Daddi che ha mantenuto l'originale cornice decorata con stemmi delle famiglie Galli Tassi e Strozzi ipotetici ma probabili committenti dell'opera.  Vi si può ammirare anche un trittico a fondo oro con la Vergine e i santi Francesco e Antonio abate, creata dalla Scuola fiorentina alla fine del Trecento ed attribuita al Maestro del 1399, ed anche una madonna in terracotta policroma dei primi del secolo XVI.

Andando avanti in via Tavarnuzze si arriva ad un incrocio nel quale si gira a destra per via di Poggio al Mandorlo, strada costeggiata da pini e querce e percorribile a piedi o in mountain bike, intorno terreni in cui si coltiva ancora il rizoma del giaggiolo.

Raggiunto il borgo di Quarate dominato dal castello dei Quaratesi nella cui torre è cresciuto un olivo. La chiesa di San Bartolomeo a Quarate prima ospitava ed era molto venerata una piccola e preziosa opera di Paolo Uccello "giardino" d'altrare rappresentante la Natività, che ora è conservata al Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze. Continuando il percorso dalla Chiasa seguendo via di Quarate, si torna in via di Tizzano e girando a sinistra si costeggia il Borro di Rapale che si dirige verso sud. La strada da trovare e percorrere è quella di Castel Ruggero che imbocchiamo voltando a destra appena oltrepassato il confine comunale.

In questo tratto di strada si possono osservare la colonica di Tizzano e il lungo il muro di cinta della villa Pandolfini nella muratura dell'edificio è ancora visibile la torre da cui ebbe origine l'edificio, quindi la chiesetta di Santo Stefano a Tizzano situata in un splendida posizione paesaggistica che si può visitare a richiesta (come anche Sant'Andrea a Morgiano e San Bartolomeo a Quarate) rivolgendosi alla parrocchia di San Martino ai Cipressi. Continuando sulla via di Castel Ruggero fiancheggiata da cipressi dal quale si può intravedere l'omonimo lago e dopo un susseguirsi di fattorie ci ritroviamo nuovamente a Capannuccia.

 

 

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